Intervista a Fabio Faggiotto

22 Marzo 2017

Quando si parla di rugby, molto spesso vengono tirati in ballo concetti come “forza”, “passione”, “sacrificio”… Concetti che ben rappresentano il protagonista della nuova intervista di rugbistica-mente, l’allenatore della prima squadra femminile, Fabio Faggiotto.

 

La prima volta che ci siamo incontrati mi hai detto “con te non parlo, altrimenti mi fai ricoverare”. Esiste questo luogo comune, secondo il quale per giocare a rugby si debba essere un po’ matti… E’ davvero così?
Il rugby ti rende matto… ti fa innamorare di lui… diventa la tua droga…non ne puoi fare a meno. E tutto ciò ti porta a vivere in un mondo di piccole (belle) follie/magie.

Come ti sei innamorato dell’ovale?
Un mio amico m’ha detto “dai vieni a vedere un allenamento”… Dopo 5 minuti da spettatore a bordo campo, ero protagonista in campo…. E ancora non riesco a uscire da quel campo…

A guardarti, sembra che tu sia stato costruito appositamente per giocare a rugby… Quanto è dovuto alla genetica e quanto al duro lavoro?
La genetica mi ha aiutato tantissimo, non lo nascondo, ma poi ho dovuto affinare e modellare il tutto…. FORZA + TECNICA + CONTROLLO DELLA MENTE/EMOZIONI.
Ho avuto come compagni dei veri guerrieri che la genetica non aveva aiutato fisicamente, ma la
determinazione ha fatto sì che diventassero dei grandi giocatori. E purtroppo ho conosciuto molti giocatori che non hanno saputo sfruttare la loro “fortuna genetica”, accontentandosi e sprecandola.

C’è una canzone, un film o una fotografia al quale sei particolarmente legato?
No, in tutte le canzoni, in tutti i film o foto c’è qualcosa di bello e qualcosa da guardare, capire, imparare e che ti arricchisce.

Qual è il tuo ricordo più bello legato al rugby?
Per fortuna ne ho moltissimi, potremmo passare giornate a elencarli… Il rugby, e le persone che questo sport m’ha permesso di conoscere, mi hanno veramente arricchito la vita!!

Da allenatore della prima squadra femminile, riscontri delle differenze a livello di approccio mentale al gioco?
Assolutamente sì, non c’è niente da fare… Lo sport è lo stesso…ma uomini e donne sono diversi! Quindi anche il modo di porsi e il modo di approcciare le sfide è differente. Ma ciò non vuol dire che la determinazione sia da meno, anzi.

Non potresti mai andare d’accordo con una persona che…
…Predica il fare ed è il primo a non fare.

Nel rugby è necessaria più forza fisica o mentale?
Il primo regalo che ho fatto al capitano della femminile è stato un “modellino in plastica del cervello”. La nostra mente è il muscolo più potente che abbiamo… se impariamo a gestirlo e sfruttarlo è l’arma più potente che avremo in campo. Comunque ci dev’essere un giusto mix, con un’ottima preparazione fisica e un’ottima preparazione mentale, consapevolezza delle proprie potenzialità e limiti per sfruttare al massimo tutte le varie situazioni.

Se dovessi dare dei consigli ai ragazzini che vogliono crescere come giocatori, cosa suggeriresti?
Questo sport vi può dare tantissimo, a tutti i livelli. Ma tutto passa attraverso l’impegno, il sacrificio e la dedizione. Ho avuto la fortuna di conoscere e giocare con molti Campioni di questo sport… e anche loro erano stati “geneticamente fortunati”, ma hanno accostato a tale fortuna tanto lavoro fisico e mentale.
Il rugby infatti è uno sport molto fisico, ma anche molto tattico e tecnico, e il collante di tutto ciò è e deve restare DIVERTIRSI. Ogni volta che prendo in mano un pallone da rugby questo mi accende la voglia matta di divertirmi con lui.

 

Dott. Alberto Fistarollo, psicologo
Rugby Riviera 1975